Nonni in viaggio

Mio marito aveva deciso che a Natale non saremmo più scesi dai nipoti. Il problema non era la schiena. Era il sedile.

Seicento chilometri, un autogrill ogni ora e una frase che non gli avevo mai sentito dire. Ecco cosa abbiamo scoperto, e cosa gli ho messo in macchina senza dirgli niente.

Di Graziella T. · 68 anni · Rimini · 6 minuti di lettura

Se tuo marito dopo un'ora di guida comincia a cercare l'autogrill, leggi fino in fondo. Quasi sempre non è l'età: è l'imbottitura del sedile, che si schiaccia e lo lascia seduto sull'osso.

Quello che usa adesso Aldo: un cuscino in gel a nido d'ape che non si appiattisce. Oggi c'è l'offerta 1+1: 2 cuscini a £34.95, con 60 giorni per provarlo.

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Seicento chilometri, tre volte l'anno

Aldo ha 71 anni. Ha fatto il rappresentante di mobili per trentacinque anni: Romagna, Marche, Abruzzo. La macchina era il suo ufficio.

Nostra figlia Chiara vive a Lecce da dodici anni, con il marito e i due bambini. Da Rimini sono seicento chilometri. Per noi erano un rito: partenza alle sette, caffè a Pescara, pranzo a Bari, e alle quattro Tommaso che ci correva incontro sul vialetto.

Aldo quella strada la faceva quasi di filato. Ne andava fiero. «Io l'Adriatica la conosco a memoria», diceva.

Un autogrill ogni ora

Le cose sono cambiate piano. Così piano che all'inizio non ci ho fatto caso.

Prima una sosta in più. Poi due. Poi un autogrill ogni ora, come un orologio. Scendeva, si metteva una mano sui reni e restava lì in piedi, vicino alla portiera, a guardare il parcheggio.

Aldo in piedi accanto all'auto in un'area di servizio, con una mano sulla schiena
Questa foto gliel'ho fatta io, di nascosto, a un autogrill dopo Fano. Eravamo partiti da cinquanta minuti.

Ma la cosa che mi faceva più male era un'altra. Quando scendeva dalla macchina, prima di raddrizzarsi, restava un attimo piegato. Un secondo. Due. Come se il corpo dovesse ricordarsi come si fa.

Sul sedile si muoveva di continuo. Si spostava su un fianco, poi sull'altro. Diventava nervoso, rispondeva a monosillabi. Io lo conosco da quarantaquattro anni: quello non era Aldo.

«Quest'anno vengono loro»

L'anno scorso, d'estate, al ritorno da Lecce, ci abbiamo messo undici ore. Undici. Arrivati a casa si è seduto al tavolo della cucina, ha tolto gli occhiali e ha detto:

«Graziella, io non ce la faccio più. Quest'anno vengono loro.»

Chiara con due bambini, i regali, il cane, seicento chilometri in pieno dicembre. Perché il nonno non riusciva più a stare seduto in macchina.

Qualche settimana dopo Tommaso, al telefono, gli ha chiesto: «Nonno, ma perché non vieni più?». Aldo ha fatto una battuta e ha cambiato discorso. Poi è andato in terrazzo e ci è rimasto un bel po'.

Se anche tuo marito ha cominciato a dire «facciamo venire loro», o hai visto quella pausa prima che si raddrizzi, continua a leggere. Io ci ho messo troppo a capirlo.

Tutto quello che avevamo già provato

E dire che non eravamo stati con le mani in mano.

  • L'asciugamano piegato in quattro. Gratis. Dopo mezz'ora era una sottiletta.
  • La ciambella in gommapiuma presa in farmacia: 32 €. Aldo diceva che gli segava le gambe.
  • Un cuscino in memory foam: 39 €. Morbidissimo in negozio. Dopo un'ora, piatto.
  • Il supporto lombare con i lacci: 45 €. «Non è la schiena, è lo stare seduto», diceva lui. Aveva ragione.
Un asciugamano piegato e una ciambella in gommapiuma sul sedile dell'auto
Il sedile di Aldo prima. L'asciugamano e la ciambella della farmacia.

Più di cento euro, e alla fine tutto è finito nel bagagliaio. Io cominciavo a pensare che avesse ragione lui: che fosse l'età, e basta.

Quello che mi ha spiegato Marisa

Marisa è la mia vicina di pianerottolo. Ha fatto la fisioterapista all'ospedale di Rimini per trent'anni. Una sera, sulle scale, le ho raccontato tutto. Mi ha fatto entrare e mi ha fatto sedere.

«Da seduti, quasi tutto il peso va su due ossa del bacino, gli ischi, e sul coccige. Pochi centimetri quadrati.»

«La gommapiuma all'inizio è morbida, ma sotto quel peso si schiaccia. Dopo un'ora, lì sotto non c'è più niente: sei seduto sull'osso. E in macchina non puoi alzarti quando vuoi, allora ti muovi, ti irrigidisci, resisti.»

«Più morbido non vuol dire più comodo. Serve qualcosa che non si schiacci e che spalmi il peso su tutta la seduta.»

Poi mi ha fatto fare una prova che adesso faccio fare a tutte le mie amiche. Mi ha fatto appoggiare il pugno sulla ciambella di Aldo e caricarci sopra il mio peso. Il pugno è andato giù fin quasi al sedile.

«Ecco», ha detto. «Così sta tuo marito dopo un'ora. Cerca un cuscino in gel a nido d'ape. Ma di quelli veri, tutti di gel, non gommapiuma con uno strato di gel incollato sopra.»

La prova della mano

Ne ho guardati parecchi. Alla fine ho preso quello di Arlevi: una lastra intera di gel azzurro, quasi trasparente, fatta di tante celle esagonali aperte. Quaranta per trentacinque centimetri, due centimetri e mezzo di spessore.

Appena è arrivato, sul tavolo della cucina, ho rifatto la prova di Marisa.

Una mano preme sul cuscino in gel a nido d'ape Arlevi appena arrivato
Il giorno che è arrivato. Premi forte e il gel non va giù: le celle si piegano e si dividono il peso.

Il pugno non sprofonda. Le celle si piegano di lato e si dividono il peso con quelle intorno, invece di cedere tutte nello stesso punto. Togli la mano e il cuscino torna subito com'era.

È quello che succede sotto le due ossa del bacino: il peso si distribuisce su tutta la superficie, invece di concentrarsi su due o tre punti. E siccome le celle sono aperte, l'aria passa. Non diventa una stufa come la gommapiuma.

Te lo dico subito: non è morbido. La prima volta sembra quasi duro. È proprio per questo che non si schiaccia.

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  • Gel a nido d'ape che non si appiattisce, nemmeno dopo ore
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«Chi me l'ha messo qui?»

A dicembre ho fatto una cosa che Marisa mi aveva consigliato: non dirgli niente. La sera prima di partire per Lecce (sì, alla fine ero riuscita a convincerlo a provarci un'ultima volta) sono scesa in garage e gliel'ho messo sul sedile, dentro la sua fodera nera.

Il cuscino in gel Arlevi nella sua fodera nera sul sedile di guida
La sera prima di partire. La fodera ha la base antiscivolo, così non si sposta quando sale e scende.

La mattina è salito, ha guardato giù e ha detto: «E questo? Chi me l'ha messo qui?»

«Tu guida», gli ho detto.

Per il primo quarto d'ora ha brontolato: che era duro, che stava più alto. Ha abbassato il sedile di una tacca, ha sistemato lo specchietto, e poi non ne ha più parlato.

Ci siamo fermati a Pescara per il caffè. E poi a Bari, per il pranzo. Basta. Come una volta.

Io per tutto il viaggio l'ho guardato con la coda dell'occhio. Non si è spostato su un fianco nemmeno una volta. Quando siamo arrivati da Chiara è sceso dalla macchina ed è andato dritto verso Tommaso. Senza quella pausa. Senza la mano sui reni.

La sera, mentre lavavamo i piatti, Chiara mi ha chiesto piano: «Mamma, ma cosa gli hai fatto a papà?»

Il secondo cuscino è finito in poltrona

Avevo preso l'offerta 1+1, due cuscini al prezzo di uno. Il secondo, in teoria, era per il mio sedile. In pratica, tornati a casa, Aldo se l'è preso per la sua poltrona. Dice che la sera, con il giornale, non si alza più ogni mezz'ora.

Aldo in poltrona con il cuscino in gel legge il giornale al nipote
Quest'estate, a casa nostra a Rimini: i bambini sono saliti al mare dai nonni. Il secondo cuscino ormai è suo.

A Pasqua siamo tornati giù a Lecce. In macchina, naturalmente. Di «vengono loro» non si è più parlato.

Quello che abbiamo provato, a confronto

Asciugamano, gommapiuma, memoryGel a nido d'ape Arlevi
Dopo un'oraSi schiaccia, sei sull'ossoNon si appiattisce
Dove va il pesoSu ossa e coccigeSu tutta la seduta
CaloreTrattiene il caldoCelle aperte, l'aria passa
AltezzaAlto, poi sprofonda2,5 cm, stabile
Si sposta?SpessoBase antiscivolo
GaranziaQuella del negozio60 giorni soddisfatto o rimborsato

Quello che il cuscino non fa

Voglio essere onesta, perché di promesse ne abbiamo sentite tante.

Un cuscino non cura niente. Se a tuo marito fa male anche quando è in piedi o a letto, fallo vedere da un medico: può essere un'altra cosa. E non sostituisce le soste: se c'è stanchezza o sonno, ci si ferma. Sempre.

Quello che fa è più semplice: evita che passi ore seduto sull'osso. Per Aldo, era esattamente quello il problema.

Perché l'ho comprato senza pensarci troppo

Dopo tutti quei cuscini finiti in bagagliaio non mi fidavo più di nessuno. Quello che mi ha convinta sono stati i 60 giorni: se non funziona, scrivi al servizio clienti e ti rimborsano. Ho pensato: se ad Aldo non serve, lo rimando indietro.

Non l'ho rimandato indietro.

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Uno per l'auto, uno per la poltrona di casa

Cosa raccontano gli altri

★ 4,7 su 5 · 812 recensioni verificate

★★★★★

«Lo uso soprattutto in macchina, faccio tanti chilometri. La differenza sulla zona lombare l'ho sentita dal primo viaggio.»

Antonio R., 63 anni
★★★★★

«Faccio il camionista, macino chilometri e la zona lombare ne risentiva parecchio. Da quando lo uso va decisamente meglio. E il gel resta fresco, cosa non da poco.»

Massimo C.
★★★★★

«L'ho preso per mia madre, 81 anni, che passa tanto tempo in poltrona. È contentissima: dice che quando si alza i fianchi non le fanno più male.»

Rosaria M.
★★★★★

«Avevo provato quelli in schiuma: si appiattivano. Il gel invece tiene e dà sollievo.»

Gianni V., 66 anni

Due strade, prima del prossimo viaggio

✕ Aspetti. Al prossimo viaggio lui torna a sedersi sull'osso. Un autogrill ogni ora, la mano sui reni, e prima o poi quella frase: «Quest'anno vengono loro».

✓ Lo provi per 60 giorni. Ordini i due cuscini. La sera prima della partenza ne metti uno sul suo sedile. Non gli spieghi niente. Lo lasci guidare. Se non vi convince, vi rimborsano.

Io ho aspettato di sentirgli dire che non sarebbe più sceso dai nipoti. Tu non aspettare.

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Le domande che mi fanno le amiche

Alza tanto il sedile?

Sono 2,5 cm. Aldo ha abbassato il sedile di una tacca e ha sistemato lo specchietto. Dopo il primo giorno non ci pensava più.

Non è troppo duro?

All'inizio sembra più sodo di un cuscino normale, ed è giusto così: è quello che gli impedisce di schiacciarsi. Il gel si adatta sotto il peso, cella per cella.

Si sposta quando si sale e si scende?

Arriva con la sua fodera, che ha la base antiscivolo. Sul sedile di Aldo sta fermo.

Fa caldo d'estate?

Le celle sono aperte e l'aria passa. Non trattiene il calore come la gommapiuma.

Va bene anche sulla poltrona o sulla sedia della cucina?

Sì, è una lastra piatta di 40 × 35 cm: va su quasi tutte le sedute. Il nostro secondo cuscino sta in poltrona.

Come si lava?

La fodera si sfila con la cerniera e va in lavatrice a 30 °C. Il gel si pulisce con un panno umido.

Quanto ci mette ad arrivare?

La spedizione in Italia è gratuita e tracciata, di solito 5-7 giorni lavorativi. Ti arriva il codice di tracciamento via email.

E se non ci troviamo bene?

Hai 60 giorni per provarlo. Se non fa per voi, scrivi a support@arlevi.com e ti rimborsano.

P.S. Aldo ha letto tutto. Mi ha chiesto di togliere la parte in cui dice «io non ce la faccio più». Non l'ho tolta.

Se tuo marito ha cominciato a cercare l'autogrill ogni ora, mettiglielo sul sedile la sera prima del prossimo viaggio. Non spiegargli niente. Lascialo guidare. — Graziella

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